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giovedì 29 agosto 2013

Tribe Kids Program

Da lunedì 2 settembre ripartono i corsi regolari Kids...
chiama ora il 389 12 83 417 o manda una mail a: wingchuntribe@gmail.com e prenota la tua lezione di introduzione gratuita!


mercoledì 28 agosto 2013

Difesa Personale Femminile

Una delle novità della stagione, purtroppo sempre di più si sente il bisogno di una maggiore sicurezza!
abbiamo pensato a un corso dedicato solo al pubblico femminile, dove possiamo concentrarci sulle esigenze specifiche delle donne, ma non pensate solo alla difesa... diminuzione dello stress, bonificazione, fitness, maggiore consapevolezza di se stessi e tanto divertimento, sono gli ingredienti della nostra "ricetta"...

Si riparte...


lunedì 19 agosto 2013

I.C.P. Instructor Candidate Program

Sabato 28 e domenica 29 settembre, due giornate dedicate alla formazione istruttori del sistema HKB.
la prenotazione è obbligatoria entro e non oltre il 15 settembre.

per info: 

mobile > 389.12.83.417
mail > wingchuntribe@gmail.com

wing chun genova

mercoledì 19 giugno 2013

Nuova Accademia HKB a Genova

Sono cominciati i lavori di ristrutturazione nella nuova Accademia di Genova.
I locali si trovano in zona Marassi, via Piantelli, 12a r.
260 mq riservati alla pratica delle arti marziali, centro di formazione nazionale per l'Hek Ki Boen Black Flag Wing Chun.
Apertura al pubblico full time dal lunedi al sabato con tanti incontri previsti alla domenica, senza dubbio un servizio unico sul territorio nazionale.
Ci vantiamo di essere la prima realtà marziale "professionale" a offrire un pacchetto di servizi di questo tipo, all'interno dell'Accademia sarete seguiti da istruttori qualificati, potrete usufruire di un servizio bar, uno Showroom per l'acquisto di abbigliamento e materiale tecnico.
state sintonizzate per altre novità in cantiere e per la prosecuzione dei lavori.











domenica 2 giugno 2013

mercoledì 17 aprile 2013

Kids Program

Kids

È possibile educare senza punire?


Non è facile insegnare il rispetto delle regole e nella fatica quotidiana viene naturale ricorrere ad interventi severi. Prima di arrivare a tanto è forse giusto provare a percorre strade diverse.

È giusto punire un bambino? È davvero inevitabile arrivare a sottrazioni e divieti? Ci sono altre strade per aiutare un bambino ad imparare a rispettare le regole? Dipende. Dipende da tanti fattori diversi. Dall’età del bambino, ad esempio: perché nei primi anni le punizioni sono obiettivamente inopportune. Dipende dal carattere del bambino: perché l’intervento educativo è una azione unica e personale e non può prescindere dal temperamento del piccolo. Dipende dalla nostra stessa capacità di affrontare la fatica educativa o dalla nostra stessa predisposizione ad un sistema alternativo, come può essere quello basato sui premi. Premi, come vedremo, di esperienza, di presenza e non di acquisto. Proviamo ad approfondire insieme il tema, partendo proprio dall’età del bambino
Da 0 a 3 anni
In questa fascia d’età il bambino è ancora molto piccolo ed è difficile che non osservi la regola per il desiderio reale di trasgredirla. Il suo desiderio di scoprire il mondo e di provare a fare sempre più da solo lo può spingere a combinare qualche guaio, ma difficilmente c’è una intenzionalità negativa. Fuori luogo, dunque, le punizioni. Basta qui qualche sgridata con voce decisa perché il bambino possa collegare la nostra reazione negativa all’azione appena compiuta. Per quel che riguarda poi l’apprendimento delle prime piccole regole di buona educazione – “Buongiono”, “Grazie”, “Per favore” – l’esempio quotidiano e costante dei genitori è determinante e molto più efficace di minacce e punizioni.
Dai 3 ai 5 anni
È con l’inizio dell’autonomia che il bambino comincia a mettere in atto dei comportamenti di sfida per mostrare agli adulti il suo essere diverso, la sua volontà. Per dimostrare questo suo sentirsi “grande” egli tende proprio a trasgredire le regole stabilite dai genitori. In questo caso, ragionare insieme al bambino può essere difficile, la comunicazione verbale faticosamente raggiunge l’obiettivo, è preferibile utilizzare il linguaggio non verbale. In caso di capricci, ad esempio, più della punizione può risultare efficace provare ad ignorare il comportamento del bambino. Il piccolo capirà così che il suo comportamento non serve ad ottenere i risultati sperati. In caso di comportamenti pericolosi messi in atto dal bambino è necessario intervenire con autorevolezza genitoriale, togliendo il gioco o qualsiasi altro oggetto che possa risultare pericoloso.
Dai 6 ai 10 anni
Durante l’età della scuola primaria si può invece cominciare ad mettere in campo un meccanismo premiale, spesso molto più valido di una soluzione punitiva. E per rendere più efficace il “sistema” si può anche immaginare di rendere la questione giocosamente più seria prevedendo la stipula di un vero e proprio “contratto” tra genitori e figli. Il contratto deve essere su base settimanale e deve prevedere l’osservanza di determinate regole e/o lavoretti da fare. Ad ogni lavoro ben fatto deve essere attribuito un punteggio, il fallimento non apporta nessun cambiamento. Al termine della settimana vengono tirate le somme dei punti accumulati, se si è raggiunto il punteggio stabilito si ha diritto a un premio, in caso di non raggiungimento dell’obiettivo, non si ha diritto a nulla. Il premio deve essere qualcosa da fare insieme ai genitori ad esempio passare un intero pomeriggio insieme a giocare, andare a fare una passeggiata al parco, andare allo zoo, fare un dolce insieme, guardare un film seduti vicini sul divano, giocare a fare i mimi. Il premio deve privilegiare il contatto fisico, la presenza, la partecipazione e non deve mai essere qualcosa di acquistato.
Dagli 11 ai 14 anni
In questa fascia d’età l’azione educativa si incrocia il più delle volte con l’universo scolastico di un bambino. La scuola rappresenta il mondo al di fuori della famiglia con cui i bambini devo rapportarsi: un buon comportamento sia con gli adulti che con i coetanei è necessario; lo studio e i compiti sono l’attività principale della sua giornata. Anche in questo scenario l’uso del contratto e dei premi può essere utile, ma è qui prevedibile, in questa fase di preadolescenza, la necessità di ricorrere a divieti e punizioni. I divieti possono comprendere la limitazione dell’uso del computer o di un video-gioco o dell’uscita con gli amichetti. Piccole ma necessarie privazioni rappresentano per il figlio il segnale che così come si è comportato non va bene. E se arriva la prima nota sul diario? Farsi raccontare dal bambino la motivazione della nota e come si sono svolti i fatti, commentare insieme l’accaduto ed assicurarsi che il bambino abbia ben compreso le ragioni della segnalazione della professoressa. Se dovessero arrivare ulteriori segnalazioni da parte delle maestre, è preferibile richiedere un colloquio con le insegnanti per verificare l’accaduto e per far vedere al bambino che i genitori sono e saranno sempre presenti nel suo percorso di crescita.
I corsi per bambini e ragazzi offrono una sana attività per i vostri figli.

I bambini amano i nostri corsi perché imparano divertendosi.

i genitori amano i nostri corsi perché sono educativi e si ripercuotono sulla vita dei loro figli.



Tutti i nostri programmi sono indirizzati allo sviluppo delle "8 Abilità" fondamentali nello sviluppo e nella crescita dei bambini:



LAVORO DI SQUADRA

DISCIPLINA

EQUILIBRIO

CONTROLLO

MEMORIA

FITNESS





martedì 2 aprile 2013

Il Saluto dell'Hek Ki Boen Black Flag Wing Chun


 Diverso tempo fa scrissi un primo articolo sul saluto nella nostra Tradizione. Vorrei approfondire l'argomento, alla luce del recente pezzo sul Drago nella cultura cinese. La pratica di tutte le Arti Marziali Tradizionali comincia dal rispetto di se stessi e degli altri. Si tratta di una naturale cortesia, non altro. Il saluto è un rito, nella sua esatta natura etimologica: ciò che è capace di legare l'individuo al suo sviluppo. 

Il saluto ha come scopo basilare quello di stabilire un legame tra individui e ciò che essi rappresentano in un dato luogo ed in un istante preciso. Ecco che si stabilisce un legame tra Insegnante e Praticanti, fatto di reciproco rispetto; un legame tra Praticanti; un legame tra il proprio Bukoan (o Kwoon), quello degli altri Fratelli ed i Praticanti; un legame tra passato, presente e futuro, cioè il posizionamento dell'Uomo al di là di tempo e spazio.

Il saluto consente di comprendere che la pratica si situa fuori dal tempo e dallo spazio, pur essendone collegata. Il movimento utilizzato ai giorni nostri è lo stesso movimento utilizzato da diversi secoli e rimarrà immutato per altri diversi secoli se la tradizione si perpetua naturalmente. Sul piano pratico, il saluto permette di prendere coscienza dell'interdipendenza tra il corpo (fisico), la sensazione (emozione), lo spirito (intelletto) e lo sviluppo.
 Questo garantisce che la pratica ideale sarà sicuramente fisica (lavoro sul e con il corpo), percepita o sensitiva (lavoro sulle sensazioni e sui sensi), intelligente (lavoro dello spirito), utile (che lega l'uomo, la sua azione e lo sviluppo). Il saluto non è dunque una semplice formalità o espressione di un qualunque folklore asiatico, ma chiave essenziale della pratica tradizionale.

L'incontro e l'unione del Drago Verde e della Tigre Bianca rappresenta egualmente l'unione alchemica dello Yang e dello Yin in seno ai Tre Campi di Cinabro. Proprio per questa ragione, nel saluto, i movimenti sono effettuati per opposti: salire/scendere, aprire/chiudere, avanzare/indietreggiare, interno/esterno, inspiro/espiro, leggero/pesante, giungere/disgiungere, etc.

 In passato gli "scienziati" cinesi usavano salutarsi coprendo il pugno sinistro con il palmo della mano destra. Questo significava pace, perché la mano copriva la parte violenta, il pugno. Un guerriero teneva la sua arma nella mano destra. Per questa ragione i guerrieri si salutavano con la copertura del pugno destro con il palmo sinistro. 

 Questo diventò il modo di salutarsi tra praticanti di Arti Marziali, in Cina, prendendo il nome di bàoquán - 抱拳 -. Durante la dinastia Qing (1644 - 1911), molti cinesi combatterono contro il governo di questa famiglia per la restaurazione di quella Ming e cambiò il modo originario di salutarsi. La mano sinistra  aperta prese il significato di 'luna' (月), mentre il pugno destro prese il senso dell'ideogramma del 'sole' (日).

 Uniti, i caratteri significano 'luce', 'Ming' (明). Questo saluto, 抱拳, fu utilizzato dalle società segrete per riconoscersi, per fare in modo che i combattenti rivoluzionari si ritrovassero sin dal semplice saluto. Il senso del saluto può essere ritrovato nella frase "Distruggere i Qing, Restaurare i Ming" (反清复明).

 Oggi questo saluto è spesso utilizzato da praticanti di Arti Marziali di tutto il mondo come una forma di rispetto, ma con parecchie spiegazioni moderne assai differenti dalla Tradizione. Per esempio per alcuni la sinistra è il simbolo dei "5 laghi" (五湖), mentre il destro i "4 mari" (四海). Porre la sinistra sulla destra è considerato come una forma di rispetto, per cui si raffigura il fatto che "la gente dei cinque laghi e dei quattro mari sono tutti fratelli"  (五湖四海皆兄弟).

Riccardo Di Vito
www.riccardodivito.blogspot.it

domenica 31 marzo 2013

Equilibrio... necessario nella vita!

La vita ha bisogno di equilibrio! se vuoi avere successo nella vita non puoi concrentrarti su una sola cosa, questo ti può portare solo al fallimento! Se coltivi solo la mente e non investi nel corpo un giorno quest'ultimo verrà meno.Allo stesso modo se ti prendi cura solo del tuo corpo senza coltivare la mente non riuscirai a cogliere le conoscenze per andare avanti nella vita.

apri gli occhi noi abbiamo bisogno di equilibrio nella vita...

Wing Chun Genova